12 Giu 2009 - 08:11:50
Disegno di legge sulle intercettazioni telefonicheSTRALCIO DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE(Tratto da Virgilio)
Più limiti alle intercettazioni telefoniche e subito scattano le polemiche. Con 318 sì, e 224 no (un solo astenuto) Montecitorio ha approvato il ddl sulle intercettazioni. Adesso il testo passa al Senato, dove è stato calendarizzato per la settimana prossima, in attesa del via libera definitivo."Un favore a mafiosi e assassini" sostiene senza mezzi termini l'Idv, "Con queste norme polizia e magistratura avranno le mani legate" è la dura presa di posizione dell'Anm. La maggioranza difende a spada tratta il provvedimento, votato a scrutinio segreto anche da 21 deputati dell'opposizione: "Non ci sarà più la possibilità di rovinare la vita delle persone. Il testo rappresenta un punto di equilibrio tra tutela della privacy e la riservatezza delle indagini", a sostenerlo è il ministro della giustizia Angelino Alfano. Il ddl Alfano passa alla Camera con la fiducia e si scatena la discussione tra chi la definisce una norma liberticida e chi sostiene l'esigenza di limitare il ricorso a uno strumento di indagine prezioso sì, ma anche delicato. Il testo non riporta grandi novità rispetto a quanto concordato in Commissione lo scorso gennaio. Ma il testo è destinato a generare polemiche. Tra le novità, dal punto di vista tecnico, è la previsione della facoltà, da parte dei Pm, di chiedere i tabulati telefonici. L'opposizione si appella al presidente Giorgio Napolitano. Muore la libertà d'informazione?
LE INTERCETTAZIONI IN PILLOLE
La limitazione delle intercettazioni, (dal punto di vista dei reati, della durata temporale e delle spese) e la restrizione del diritto di cronaca sono i punti più contestati del provvedimento.
Punto fondamentale è che il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Non per tutti i reati si potranno eseguire intercettazioni, ma solo quelli che comportano una pena oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; traffico-commercio di stupefacenti e armi, diffusione materiale pedo-pornografico e diversi altri.
Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi. Previsti limiti di tempo: non più di 60 giorni (30 più 15 più 15). Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20. Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Il costo annuo per le intercettazioni si aggirava oltre il miliardo di euro.
CHI PUBBLICA INTERCETTAZIONI RISCHIA LA GALERA
Ciò che è stato definito "un pericoloso bavaglio alla stampa" si abbatte sui giornalisti che rischiano una condanna da 6 mesi a 1 anno (convertibile in una pena pecuniaria) se pubblicano un atto soggetto a regime di secretazione. Dal punto di vista pratico il giornalista che viene a conoscenza di una intercettazione che presuppone o documenta un reato grave, non può darne notizia fino a quando l'intercettazione non viene contestata all'indagato o al suo avvocato. E in questo caso il giornalista non può riportarne il testo ma solo un riassunto.
Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.
GIUSTO METTERE UN LIMITE ALLE INTERCETTAZIONI? PRO E CONTRO
Secondo l'avv. Giulia Bongiorno, responsabile Consulta Giustizia di An, il provvedimento è necessario al fine di «tutelare il segreto istruttorio e la privacy». «E' assolutamente necessario intervenire in materia rispondendo a quelle anomalie tutte italiane che vedono un terzo delle spese di giustizia del nostro paese andarsene in intercettazioni ed un uso di questo mezzo di ricerca della prova tre volte maggiore rispetto a quello della Francia» dichiara Enrico Costa, deputato PdL.
Il fronte degli oppositori non manca di far sentire la propria voce. «Un disegno che diminuisce l'efficacia delle investigazioni, cancella il dovere della cronaca, distrugge il diritto del cittadino di essere informato» scrive Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. «Intaccare "due baluardi della democrazia come l'indipendenza della magistraura e quella dell'infornazione era quanto previsto nel piano di rinascita democratica della P2» sostiene Luigi De Magistris; mentre il blogger di VespaioUmano si chiede «Sembra che essere intercettati sia un problema vitale. Ma vitale per chi? Le intercettazioni a chi fanno paura? Al popolo no di sicuro».
Evidenti indizi di colpevolezza
Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'
Reati intercettabili
Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.
Il magistrato non può parlare
Il pm che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
Omesso controllo
Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
No a nomi e immagini dei PM
Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca
Carcere per i giornalisti
La pena diventa da 6 mesi a un anno ed è trasformabile in sanzione pecuniaria. Nella pratica, il giornalista che viene a conoscenza di una intercettazione che presuppone o documenta un reato grave, non può darne notizia fino a quando l'intercettazione non viene contestata all'indagato o al suo avvocato; in tal caso non può riportarne il testo ma solo un riassunto
Archivio riservato
Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. Le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione presso le Corti d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Divieto di allegare verbali al fascicolo
No all'utilizzo in procedimenti diversi
Fanno eccezioni i casi di mafia e terrorismo
Intercettazioni ambientali: limiti alle "cimici"
Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
Limiti di tempo
Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
Divieto di pubblicazione
Per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resta il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza
Tetto di spesa
Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà al ministero una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
Più limiti alle intercettazioni telefoniche e subito scattano le polemiche. Con 318 sì, e 224 no (un solo astenuto) Montecitorio ha approvato il ddl sulle intercettazioni. Adesso il testo passa al Senato, dove è stato calendarizzato per la settimana prossima, in attesa del via libera definitivo."Un favore a mafiosi e assassini" sostiene senza mezzi termini l'Idv, "Con queste norme polizia e magistratura avranno le mani legate" è la dura presa di posizione dell'Anm. La maggioranza difende a spada tratta il provvedimento, votato a scrutinio segreto anche da 21 deputati dell'opposizione: "Non ci sarà più la possibilità di rovinare la vita delle persone. Il testo rappresenta un punto di equilibrio tra tutela della privacy e la riservatezza delle indagini", a sostenerlo è il ministro della giustizia Angelino Alfano. Il ddl Alfano passa alla Camera con la fiducia e si scatena la discussione tra chi la definisce una norma liberticida e chi sostiene l'esigenza di limitare il ricorso a uno strumento di indagine prezioso sì, ma anche delicato. Il testo non riporta grandi novità rispetto a quanto concordato in Commissione lo scorso gennaio. Ma il testo è destinato a generare polemiche. Tra le novità, dal punto di vista tecnico, è la previsione della facoltà, da parte dei Pm, di chiedere i tabulati telefonici. L'opposizione si appella al presidente Giorgio Napolitano. Muore la libertà d'informazione?
LE INTERCETTAZIONI IN PILLOLE
La limitazione delle intercettazioni, (dal punto di vista dei reati, della durata temporale e delle spese) e la restrizione del diritto di cronaca sono i punti più contestati del provvedimento.
Punto fondamentale è che il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Non per tutti i reati si potranno eseguire intercettazioni, ma solo quelli che comportano una pena oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; traffico-commercio di stupefacenti e armi, diffusione materiale pedo-pornografico e diversi altri.
Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi. Previsti limiti di tempo: non più di 60 giorni (30 più 15 più 15). Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20. Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Il costo annuo per le intercettazioni si aggirava oltre il miliardo di euro.
CHI PUBBLICA INTERCETTAZIONI RISCHIA LA GALERA
Ciò che è stato definito "un pericoloso bavaglio alla stampa" si abbatte sui giornalisti che rischiano una condanna da 6 mesi a 1 anno (convertibile in una pena pecuniaria) se pubblicano un atto soggetto a regime di secretazione. Dal punto di vista pratico il giornalista che viene a conoscenza di una intercettazione che presuppone o documenta un reato grave, non può darne notizia fino a quando l'intercettazione non viene contestata all'indagato o al suo avvocato. E in questo caso il giornalista non può riportarne il testo ma solo un riassunto.
Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.
GIUSTO METTERE UN LIMITE ALLE INTERCETTAZIONI? PRO E CONTRO
Secondo l'avv. Giulia Bongiorno, responsabile Consulta Giustizia di An, il provvedimento è necessario al fine di «tutelare il segreto istruttorio e la privacy». «E' assolutamente necessario intervenire in materia rispondendo a quelle anomalie tutte italiane che vedono un terzo delle spese di giustizia del nostro paese andarsene in intercettazioni ed un uso di questo mezzo di ricerca della prova tre volte maggiore rispetto a quello della Francia» dichiara Enrico Costa, deputato PdL.
Il fronte degli oppositori non manca di far sentire la propria voce. «Un disegno che diminuisce l'efficacia delle investigazioni, cancella il dovere della cronaca, distrugge il diritto del cittadino di essere informato» scrive Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. «Intaccare "due baluardi della democrazia come l'indipendenza della magistraura e quella dell'infornazione era quanto previsto nel piano di rinascita democratica della P2» sostiene Luigi De Magistris; mentre il blogger di VespaioUmano si chiede «Sembra che essere intercettati sia un problema vitale. Ma vitale per chi? Le intercettazioni a chi fanno paura? Al popolo no di sicuro».
INTERCETTAZIONI, CHE COSA CAMBIA
Evidenti indizi di colpevolezza
Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'
Reati intercettabili
Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.
Il magistrato non può parlare
Il pm che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
Omesso controllo
Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
No a nomi e immagini dei PM
Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca
Carcere per i giornalisti
La pena diventa da 6 mesi a un anno ed è trasformabile in sanzione pecuniaria. Nella pratica, il giornalista che viene a conoscenza di una intercettazione che presuppone o documenta un reato grave, non può darne notizia fino a quando l'intercettazione non viene contestata all'indagato o al suo avvocato; in tal caso non può riportarne il testo ma solo un riassunto
Archivio riservato
Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. Le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione presso le Corti d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Divieto di allegare verbali al fascicolo
No all'utilizzo in procedimenti diversi
Fanno eccezioni i casi di mafia e terrorismo
Intercettazioni ambientali: limiti alle "cimici"
Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
Limiti di tempo
Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
Divieto di pubblicazione
Per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resta il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza
Tetto di spesa
Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà al ministero una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
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